Il 16 aprile ricorre la festa della piccola Bernardette Soubirous, la veggente di Lourdes che ha consegnato al mondo quel santuario mirabile che conosciamo e la sua incredibile esperienza mistica e di fede.

Nonostante lo scetticismo degli intellettuali dell’epoca, questa pastorella è riuscita – con la sua semplicità – a cambiare la storia della Francia e dell’Europa. Confermando le parole del Vangelo: Dio ama nascondere ai sapienti le sue Verità per rivelarle agli umili.

E penso a quel tale di nome Emile Zola, seguace di quella corrente di pensiero che conosciamo come Naturalismo, che diventerà la base del decadentismo. Ebbene – sembra riconoscere in alcuni atteggiamenti quello che ancora oggi accade – questo signore è stato sempre molto scettico su Lourdes e sulla piccola Bernardette. Con la tipica arroganza di certi scienziati e benpensanti, della santa di Lourdes diceva: “Bernadette non era altro che una povera idiota”.

Oggi sappiamo come è finita la storia. Oggi sappiamo chi è l’idiota e chi no. E per questo rispolvero e pubblico questa preghiera composta dalla “piccola idiota”. Un vero trattato di teologia e di umiltà, paragonabile – a mio parere – a scritti e preghiere dei grandi Padri della Chiesa. Una preghiera che ancora oggi leggendola, commuove.

Preghiera di santa Bernardette

Per l’indigenza di mamma e papà,
per la rovina del mulino, per il vino della stanchezza,
per le pecore rognose: grazie, mio Dio!
Bocca di troppo da sfamare che ero;
per i bambini accuditi, per le pecore custodite, grazie!
Grazie, o mio Dio, per il Procuratore,
per il Commissario, per i Gendarmi,
per le dure parole di Peyramale.
Per i giorni in cui siete venuta. Vergine Maria,
per quelli in cui non siete venuta,
non vi saprò rendere grazie altro che in Paradiso.
Ma per lo schiaffo ricevuto, per le beffe,
per gli oltraggi,
per coloro che mi hanno presa per pazza,
per coloro che mi hanno presa per bugiarda,
per coloro che mi hanno presa per interessata.
Grazie, Madonna!
Per l’ortografia che non ho mai saputa,
per la memoria che non ho mai avuta,
per la mia ignoranza e per la mia stupidità, grazie!
Grazie, grazie, perché se ci fosse stata sulla terra
una bambina più stupida di me, avreste scelto quella!
Per la mia madre morta lontano,
per la pena che ebbi quando mio padre,
invece di tendere le braccia alla sua piccola Bernadette,
mi chiamò suor Marie-Bernard: grazie, Gesù!
Grazie per aver abbeverato di amarezza
Questo cuore troppo tenero che mi avete dato.
Per Madre Joséphine che mi ha proclamata:
«Buona a nulla».
Grazie!
Per i sarcasmi della madre Maestra, la sua voce dura,
le sue ingiustizie, le sue ironie,
e per il pane della umiliazione, grazie!
Grazie per essere stata quella cui la Madre Thérèse
Poteva dire: «Non me ne combinate mai abbastanza».
Grazie per essere stata quella privilegiata
dai rimproveri, di cui le mie sorelle dicevano:
«Che fortuna non essere come Bernadette!».
Grazie di essere stata Bernadette,
minacciata di prigione perché vi avevo vista,
Vergine Santa!
Guardata dalla gente come bestia rara;
quella Bernadette così meschina che a vederla si diceva:
«Non è che questa?!».
Per questo corpo miserando che mi avete dato,
per questa malattia di fuoco e di fumo,
per le mie carni in putrefazione,
per le mie ossa cariate, per i miei sudori,
per la mia febbre, per i miei dolori sordi e acuti,
Grazie, Mio Dio!
Per quest’anima che mi avete data, per il deserto
dell’aridità interiore,
per la vostra notte e per i vostri baleni.
per i vostri silenzi e i vostri fulmini;
per tutto,
per Voi assente e presente, grazie! Grazie, o Gesù!

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