Nella puntata di venerdì 10 luglio de “La Grande Storia” alle 21,20 su Rai 3 tratterò anche un caso molto particolare nella storiografia degli esorcismi: quello di Anneliese Michel. Anneliese è una studentessa tedesca di 23 anni – originaria di Klingenberg – piccola cittadina della Franconia – morta nel 1976 in un periodo in cui riceveva esorcismi. Si tratta di un caso unico nella storia degli esorcismi perché i suoi genitori e i due sacerdoti esorcisti – fatto mai accaduto – sono stati incriminati, sottoposti a processo penale e condannati per aver sottoposto la ragazza a sedute di esorcismo. La sua vicenda è diventata nota grazie al film “L’esorcismo di Emily Rose” uscito nel 2005 diretto da Scott Derrickson.

Non solo. L’intera Germania che seguì il caso attraverso la stampa (che ovviamente si scagliò compatta contro gli esorcisti e i genitori della ragazza) si spaccò in due: da una parte coloro che credevano nella possessione diabolica di Anneliese e dall’altra coloro che sostenevano il contrario.

Breve diagnosi. Anneliese  è morta il 1° luglio 1976. Dal 1969 era in cura da un neurologo, per attacchi notturni. Ebbe abbondanti cure anche da altri sette medici, senza mai nessun beneficio. Alla fine del 1973 e all’inizio del 1974 incominciò a lamentarsi perché vedeva “ spaventose figure diaboliche” e sentiva odori puzzolenti, non percepiti da chi le stava accanto. L’amico Peter Hansel, che la seguì da vicino e fu interrogato a lungo dal tribunale come testimone, affermò che Anneliese, cattolica molto praticante come tutta la sua famiglia, dalla fine del 1975 non sopportava più la vista di immagini sacre; dalla sua camera buttò via una bottiglia di acqua benedetta, spezzò una corona del Rosario, ruppe un Crocifisso. Poi sopraggiunse l’insonnia, un comportamento aggressivo, l’incapacità di assistere alla celebrazione della Santa Messa. Il parroco Hermann volle consigliarsi con un sacerdote particolarmente stimato, Padre Hernest Alt. Dopo aver constatato altri fenomeni strani, Padre Alt – con l’autorizzazione del vescovo – insieme a Padre Renz il 24 settembre 1975 fecero il primo esorcismo ad Anneliese, nella casa dei suoi genitori a Klingenberg. Il 1° ottobre si incominciarono anche a registrare gli esorcismi, che furono in tutto 67.

La madre di Anneliese ha inviato a Don Amorth e che a sua volta ha consegnato a me gli audio originali di alcuni esorcismi ( spezzoni significativi di questi audio saranno trasmessi nella puntata de “La Grande Storia” di venerdì 10 luglio).

Nonostante l’audio sia in tedesco non si fatica a capire effettivamente di cosa stiamo parlando.

Morte di Anneliese. Anneliese morì, il 1° luglio 1976. Queste le cause indicate dai medici: enorme dimagrimento (pesava 31 chili); sforzo fisico straordinario; infiammazione polmonare.

La Sentenza. Il tribunale di Aschaffenburg, in data 21 aprile 1978, condannò i genitori di Anneliese, Padre Alt e Padre Renz a sei mesi, con il beneficio della condizionale. La sentenza afferma testualmente: «Come attenuante a favore degli imputati, che credono irrevocabilmente all’esistenza del diavolo, non si deve escludere che al momento del fatto, come conseguenza del loro credo, in particolare anche nella possessione di Anneliese, essi fossero notevolmente limitati nella loro capacità di intendere e di volere».

Un caso ancora aperto. Nonostante l’enorme eco della stampa del tempo la vicenda di questa ragazza man mano si è persa. Ma nuovi studi sembrano aver riaperto il dibattito su di lei, sull’assurda vicenda giudiziaria che l’ha vista coinvolta e sulla sua possessione diabolica di cui – sembra – non ci sono più dubbi.

Studi che sono stati raccolti e articolati da don Gabriele Amorth, presidente emerito – nonché uno dei fondatori – dell’Associazione internazionale degli esorcisti.

Tra le nuove ricerche dubbiose o decisamente contrarie alla condanna del tribunale non si può ignorare lo studio voluminoso e dettagliato della dott.ssa Felicitas Goodmann (tra l’altro non cattolica), i scritti vari della dott.ssa Elisabeth Becker  e soprattutto il duro attacco alla sentenza fatto da un giudice della Germania del Nord, Harald Grochtmann, della Pretura di Rheda-Wiedenbruck che ne ha fatto una stroncatura radicale. Egli ha evidenziato nella sentenza, delle frasi che, oltre a non contenere nulla di giuridico e nessun riferimento al codice penale, pretendono di condannare verità di fede, contenute nel Vangelo e insegnate dalla Chiesa. Riportiamo alcune affermazioni della sentenza incriminata, e osservazioni del giudice Grochtmann.

 – I genitori di Annalisa dimostrano “una fede nei miracoli che è contraria ad ogni senso della realtà”.

 –  Annalisa aveva dichiarato che Gesù la Madonna le avevano detto che lei soffriva ed espiava per gli altri, per salvarli.  “Questo concetto, di soffrire in espiazione per gli altri, è ai limiti della religiosità ingenua e della follia ossessiva”.

 – I tribunali ordinari, se si trovano di fronte ad un evento che sta al di là delle leggi naturali, non possono e non debbono giudicarne l’origine. I tribunali non possono stabilire se un fatto è opera di Dio oppure del demonio. La loro competenza riguarda solo l’accertamento dei fenomeni esteriori, e la punibilità contenuta da articoli precisi di legge. La questione se esiste o no il diavolo, se esiste o no la possessione diabolica, se sono leciti o no gli esorcismi… sono problemi di fede, non discutibili e tanto meno non risolvibili nel corso di un processo penale.

 – I giudici dovevano solo esaminare i fatti inspiegabili naturalmente che accadevano ad Anneliese e dovevano (o almeno potevano) metterli in relazione con fatti identici, ben documentati in altri casi di possessione, poi guariti dopo una serie di esorcismi. Anche la guarigione è un fatto esterno. Ad esempio, le guarigioni di Lourdes e Fatima sono dei fatti esterni che non hanno una spiegazione naturale; un tribunale non può pronunciarsi sul problema religioso, su chi ha operato la guarigione, ma può prendere atto del fatto in sé. È vero che c’è radicale differenza tra una guarigione (accertabile con documenti medici) e una liberazione, accertabile solo con testimonianze. Ma i fatti esterni, non spiegabili naturalmente, sussistono in entrambi i casi.

 – Come sarebbe antigiuridico vietare a un malato di andare a Lourdes, è altrettanto antigiuridico accusare i genitori di Anneliese di aver fatto ricorso agli esorcismi; ciò è contro i diritti dell’uomo, in particolare contro quella libertà di religione che anche la Germania, come tutti gli Stati liberi, riconosce. I giudici dovevano limitarsi a vedere se i quattro imputati avevano compiuto azioni condannate come reato dal codice penale tedesco.

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